Giovanni Veronesi si fa contagiare dalla sindrome della "Muccinite" e sforna un poco originale e già visto Che ne sarà di noi - probabilmente anche a causa della mano del FratellinoRaccomandato Silvio nella sceneggiatura. A parte l'incredibile banalità dei temi, devo confessare che il film mi è abbastanza piaciuto. Ha il vantaggio di avere degli ottimi momenti comici grazie sopratutto a Elio Germano (Manuel) e Giuspeppe Sanfelice (Paolo/Pio).
Il film racconta di tre amici alle prese con il viaggio post maturità e con gli amori impossibili.
Tra una battuta, un dramma e le SZSZ di Muccino, il film scorre liscio e piacevole e fa rivivere quegli anni in cui il fare più cazzate possibile era la priorità assoluta. Dalle canne, birra, tuffi nelle piscine dei borghesi e alla classica vacanza sfascio, bene o male ci siamo passati tutti. Ed è per questo che spesso e volentieri il tema "adolescenti divertenti allo sbando ma non troppo" è sempre una carta vincente.
Comunque continuo a non capire perchè Silvietto non si decide a fare un bel corso di recitazione e sopratutto di dizione, il giorno che me lo troverò davanti giuro che glielo dico in faccia: "Tu non SZSZSai recitare, piantala di inZSZSoZZZZare gli SZSZchermi italiani con la tua ZSZSZeppola".


