La Disney è tornata. Ed era anche ora.
Dopo l'apice de Il Re Leone sembra entrata senza via d'uscita nella spirale dei film mediocri. Con Koda Fratello Orso la Disney riscatta quindi la sua amata e classica immagine che sembrava ormai destinata ad essere soppianta dalle produzioni in CG.
La storia narra del passaggio da ragazzo a "uomo" di Kenai, il più piccolo di tre fratelli pellerossa che abitano in un luogo isolato del nordamerica.
Nella loro tribù il passaggio è segnato dalla consegna, da parte della componente più anziana, di un Totem, una sorta di animale guida simbolico indicato dagli Spiriti Superiori per mostrare la via verso il mondo adulto ai giovani. A causa della sua testardaggine e impulsività Kenai perde il fratello maggiore in uno scontro con un orso e, guidato dalla sete di vendetta per la sua morte gli dà la caccia e lo uccide.
Così facendo scatena l'ira degli Spiriti Superiori e sarà proprio lo spirito del suo defunto fratello a trasformarlo in orso, in modo da aiutarlo a vedere le cose da una prospettiva diversa dalla sua.
Da qui comincia il viaggio di Kenai e Koda, un piccolo orsetto che incontrà nel suo cammino insieme ad altri personaggio-tipo disneyiani come le due alci Rocco e Fiocco.Il messaggio naturalmente è positivo, così come lo sono tutti i personaggi.
Da notare che in questa produzione non c'è un vero e proprio antagonista. I personaggi sono "tutti buoni": la lotta del protagonista non è quindi una lotta fisica, ma una lotta interiore, con se stesso.
Questo è un elemento che nei vecchi classici era sì presente, ma comunque sempre affiancato dalla personificazione del lato "cattivo".
Con Koda fratello orso invece i produttori decidono di mostrare le cose come stanno: i più grandi conflitti e le sfide più difficili non sono all'esterno, ma dentro di noi.


