Cominciamo da Underworld.
Nei primi 15 minuti l'unica forma di comunicazione verbale è un "VAMPIIIIRIIII!!" uralto da un omone/licantropo enorme con i mano due pistole altrettanto enormi.
Il film procede per una buona mezz'ora tra spari, mazzate e trasformazioni(siamo quasi al livello di Terminator 3), tra l'altro anche abbastanza scandenti. Il resto della pellicola racconta la pseudo storia d'amore nata in un momento non ben precisato tra una pallottola e l'altra tra Kate Beckinsale (vampira)e Scott Speedman("lycan- ovvero licantropo).
La trama, con un altro regista, un altro sceneggiatore e sopratutto con un altro cast, avrebbe potuto essere interessante, ma le tristi scene di azione e l'incredibile monoespressività confusa della protagonista (vedi l'immagine) hanno reso il film una pellicola scadente.
21 grammi
Mentre ero al cinema a guardare 21 grammi, ho sviluppato una teoria in merito al particolare montaggio del film: dopo averlo girato, Alejandro González Iñárritu deve essersi reso conto che due ore di gente sull'orlo del suicidio/morte erano un po' pesanti da digerire e ha pensato bene di tagliuzzarlo e rimontarlo in ordine non-cronologico, in modo da ridurre il suicide-effect.
Fotografia eccezionale e anche il montaggio-random è riuscito bene; gli attori impeccabili: Sean Penn che non DeNireggia è un piacere, Naomi Watts seriamente ottima e il rude Benicio del Toro perfettamente adeguato al ruolo.
L'unico difetto del film secondo me è che dura troppo per una storia martoriante come quella raccontata dalle vite dei tre personaggi; le pellicole di questo tipo secondo me non dovrebbero mai sforare l'ora e mezza (a parte rare eccezioni), se no il rischio è appunto quello di un eccessivo appesantimento intestinale.
Il regista comunque è riuscito a intrecciare perfettamente le vite dei tre personaggi e a dargli il giusto peso; ma il grosso del film rimane fatto dalla fotografia e dalle interpretazioni degli attori.


