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23, Aprile, 2004
[Recensioni] Kill Bill

Per chi non l'ha ancora visto
La recesione è molto spoilerosa, quindi non guardatela. In compenso posso dire che il film, per intero mi è piaciusto assai, le due parti si completano a vicenda e non fanno mancare nulla a prodotto finale. Attenzione a chi è uscito esageratamente esaltato dalla visione del volume 1, perchè se va al cinema con quelle aspettative rimmarrà parecchio deluso, rischiando di non apprezzare a pieno il film intero.
A dispetto dei miei dubbi alla fine della visione del capitolo 1, vuoi per la colonna sonora, vuoi per le scarpe della Onitzuka Tiger, vuoi che è un film totalmente al femminile, ma sono rimasta veramente soddifatta dal prodotto della testa malata di Tarantino. Sono comunque convinta che dividendo i due tempi e lasciando passare così tanto tempo tra la visione di uno e dell'altro il film perda moltissimo, sopratutto a causa della diversità tra il primo e il secondo tempo. Per cui, se avete l'occasione di potervi vedere entrambi i film nella stessa serata, fatelo.

[ATTENZIONE SPOILER!]
Bill ha reagito male. Già.
Pensava che lei fosse morta. L'ha pianta per ben tre mesi.
E invece era viva, incinta e in procinto di sposarsi con un Tommy qualunque. La cosa non è piaciuta a Bill. E poi lui non voleva che lei, la Sua Killer (perchè lei è nata Killer, ce l'ha nel sangue, un po' come Superman), si travestisse da un triste e patetico Clark Kent. No, non gli andava proprio giù. E così le ha sparato in testa.
Questa è la mela della discordia che dà origine al film: Bill ha reagito male.

Amore, odio e vendetta. Tre intensissimi e vitali sentimenti dominano la scena e le azioni dei personaggi, alternandosi come in una giostra infinita il ruolo di protagonista.
Tarantino fa qualcosa di particolare: viviseziona un film. La prima parte è tutto ciò che la seconda non è e la seconda è tutto ciò che non è la prima. Se si valutano singolarmente non hanno valore, sono incomplete. Un film normale integra al suo interno diversi aspetti e cerca di farlo con il maggior equilibrio possibile tra le parti. Tarantino fa l'opposto.
Estrapola i due elementi principali, i due estremi del film e li rende protagonisti, uno del primo tempo e uno del secondo tempo. E proprio per questo motivo chi è uscito eccessivamente entusiasta dal primo volume rimarrà quasi sicuramente molto deluso dalla seconda parte e probabilmente non riuscirà a coglierne la sua dannata genialità.
La scelta di Tarantino (spesso attuata nei suoi film) rispecchia l'esigenza e il desiderio di mettere in primo piano e rendere protagonista ogni lato e aspetto del film: dalla disperazione, passando per il sangue, per finire all'affetto materno. Vuole evitare che qualche risvolto del film passi sottogamba, tutto è ugualmente importante e deve avere la stessa visibilità. Il volume 1 e 2 si completano a vicenda, e sarebbe stato decisamente meglio farli uscire insieme.
Anche la regia quindi cambia drasticamente: da inquadrature rapide, taglienti e incessanti si passa a campi e controcampi meditativi. Primissimi piani dei personaggi mentre dialogano, quasi a voler simboleggiare l'introspezione con la telecamera che entra nei loro animi svelandoci i lati nascosti non evidenti nella prima parte.
Se nella prima parte i protagonisti erano l'azione e la colonna sonora, qui lo sono sopratutto la telecamera e la caratterizzazione dei personaggi.
Incredibile il capitolo della tomba di Paulina Shultz: l'impotenza, il buio progressivo nella chiusura del coperchio, il respiro corto e terrorizzato di Beatrix, i rumori violenti e periodici della bara che viene coperta dalla terra, il tutto nel buio totale delle immagini. Angoscia.
Geniale il personaggio di Pai Mei, il vero maestro di Black Mamba, colui he odia i bianchi, i giapponesi, gli americani e sopporta a stento le donne. Interpretato magistralmente da Gordon Liu, regala attimi di ilarità tra il pubblico, grazie alla sua odiosa risata e alla mitica barba-sciarpa.
Ma la vera colonna del film è lei, Beatrix, alias Blak Mamba, alias Mumy:Uma Thurman. Un'attrice immensa, capace di cambiare volto drasticamente a seconda della scena ma con estrema naturalezza.
Da fredda killer con una scioltezza disarmante si trasforma in sperduta turista americana, in donna affascinata e rapita da un uomo e in tenera madre: il viso le diventa raggiante, gli occhi le si illuminano e lo sguardo esprime tutta la dolcezza che una donna può provare.
Così come David Carradine: perfetto nella parte di Bill: freddo e senza scrupoli ma allo stesso tempo estremamente affascinante.
E anche Daryl Hannah nella parte della invidiosa e crudele Elle Driver, e Michael Madsen nella parte di Budd, l'alcolizzato e triste fratello di Bill, così come Sonny Chiba nel ruolo del leggendario Hattori Hanzo. Insomma, un cast ben equilibrato in tutti i suoi punti.

I due volumi sono una danza di immagini e suoni affascinante, che dà momenti di adrenalina, angoscia, risate, tristezza e soddisfazione.
Tarantino ha sfornato il più controverso dei suoi film: qui ha messo dentro tutto quello che voleva, dalle sue passioni e le sue manie riuscendo a dirigere tutti gli elementi nel modo più adatto e trasmettendo, a modo suo, quello che è un vero amore per il cinema.

posted by kiky on 18:38
Comments

Perfettamente d'accordo!

Posted by: Tanachvil at 23.04.04 20:21

questa e' una di quelle rece che la becchi e ad ogni parola pensi: "se l'avessi scritta io sarei fiera di me stessa"... condivido, condivido.

Posted by: Misato-san at 23.04.04 23:10

:)

Posted by: kiky at 23.04.04 23:12

Ciao Kiky,

anche io ho visto "Kill Bill vol.2" e oggi ho cominciato a vedere il primo in cassetta perchè al cinema l'avevo perso, causa l'eccessiva lontanza del cinema in cui lo proiettavano. Metterò un commento dopo essermi fatto un'idea completa sull'ultima opera di Tarantino.

Rispondendo a quello che mi hai chiesto nella sezione commenti di Zitti al cinema un po' avvocato di Giuppy ammetto di esserlo. :D

Apprezzandola da morire come doppiatrice ed avendo con lei uno splendido rapporto d'amicizia non posso non incavolarmi quando me la toccano, specie se fatto come Marquant che usa un aggettivo così eccessivo per etichettare una scelta stilistica di doppiaggio.

Già credo che sia indirettamente merito mio se a Mariolina Simone di Coming Soon Television sono arrivate mail a sostegno di Giuppy quando lei aveva detto "la doppiatrice della Zellweger è insopportabile" nel corso della sua trasmissione
parlando di "Down with love", perchè credendo che fosse un insulto fatto per invidia nei confronti della voce e magari della bellezza di Giuppy mi sono fatto sentire più volte sul forum di questa tv satellitare. :D Questo l'ho pensato perchè se c'è una cosa in cui Mariolina non spicca, oltre a una moderazione nelle critiche, è l'umiltà: la scenografia del suo programma "Melting Pop" vede la sua faccia riprodotta sullo stile di Andy Warhol.

Anche tu avevi detto una cosa simile sulla scelta stilistica di Giuppy, solo che la tua era una critica costruttiva, quella di Mariolina sembrava un vero e proprio insulto.

Sappi che non sono l'unico a incavolarsi da morire quando gli toccano un doppiatore che conosce di persona oltre ad apprezzarlo. ;) Conosco altri che sono come me.

A presto,

Marco

Posted by: Marco at 26.04.04 15:03

capisco, però bisogna dire che lei ha una voce molto particolare che può essere più o meno apprezzata, appunto per questa sua nota fuori dai canoni ;)

Posted by: kiky at 26.04.04 15:44

Per aver scritto il tutto a caldo e per aver scritto una recensione "totalmente sconnessa" (parole tue!) direi che non te la sei cavata affatto male!!!

Posted by: Cooper at 26.04.04 21:18

Non c'entra una fava, però buon compleanno :D

Posted by: C at 27.04.04 01:11

@cooper: dici? :P
@corì: ri-grazie :*

Posted by: kiky at 27.04.04 01:23

D'accordo al 1000%, parola per parola :)

Posted by: Starjumper at 27.04.04 09:39

eh già. meraviglia delle meraviglie. è vero: si compenetrano a vicenda.

Posted by: kekkoz at 27.04.04 12:54
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