.::K-sblOg::.
5, Maggio, 2004
[Recensioni] ezechiele 25-17

Dato che sono in un periodo decisamente tarantiniano, ieri sera ho rivisto Pulp Fiction.
Non c'è che dire, i testi e la sceneggiatura sono su un altro livello rispetto a quelli di Kill Bill.
I personaggi costruiti ad arte e gli spezzoni dei film perfettamente incastrati. Dialoghi su dialoghi e poca, ma sufficiente azione.
Tarantino tratta con un perfido umorismo i problemi che affliggono la società moderna: alcool, mafia, killer, polizia inefficiente e li rende protagonisti (un po' rimbambiti) del suo film.
Senza contare tutti i riferimenti al futuro Kill Bill (già noti): Mia Wallance (Uma) che racconta del suo episodio pilota di Volpi Forza 5, cinque ragazze assassine, tra cui una giapponesina e una francese e dove lei era quella specializzata in lame affilate.
In generale film parla da sè, sono inutili altri commenti aggiuntivi.
Rivedendolo ho fatto invece una considerazione, anche a fronte dei tentativi di paragone di Kill Bill con le vecchie produzioni.
In Pulp Fiction e Le Iene, Tarantino è pura sceneggiatura, armonia della parola e dei personaggi.
In Kill Bill Tarantino è pura regia.
Nel suo ultimo film usa la telecamera in un modi che prima non aveva mai fatto e rende le immagini poesia. Esattamente come lo diventano le parole in Pulp Fiction.
Tarantino quindi cambia, ci stupisce e usa come arma tagliente primaria non più le parole ma le immagini. Ma sempre Tarantino rimane.
Kill Bill è come una specie di passaggio alla piena maturità registica. In passato ha dimostrato di saper scrivere sceneggiature da Oscar e da Cannes, ora mostra che è abile non solo con le parole ma anche con le immagini e integra i suoi due talenti nella storia della sposa.
In questo senso trovo che i due film siano inparagonabili, un po' come il volume 1 e 2: si compensano a vicenda senza nulla togliere all'uno o all'altro e insieme formano un unica grande opera registica.

posted by kiky on 00:52
Comments

applausi per la piccina e le sua analisi!
si sta dimostrando quasi più tarantiniana di me!!!!

Posted by: CIOMMY at 05.05.04 17:13

Kiky, :D

ho visto che ci sei anche tu sul forum di Filmup.com

Più che dappertutto sono dove mi toccano Giuppy e la sua famiglia. ;) Lo so, sono fanatico ma non sono l'unico ad esserlo, te l'assicuro. :D

Stavolta mi sono incavolato per le critiche ai dialoghi italiani di "Van Helsing", parecchio eccessive e da chi si sente esperto di cinema. Che poi, scusa, un critico non dovrebbe essere informato su doppiatori e adattatori ? Valerio Salvi si chiedeva "chi ha fatto il doppiaggio ?", cosa che denota sia ignoranza in materia di doppiaggio (dovrebbe saperlo che è Fiamma Izzo a curare i dialoghi e la direzione) sia essere troppo severo e poco sostanzioso nelle critiche, come purtroppo molti critici o semplici cinefili sono.

Tradurre i dialoghi, mi spiegava una volta Oliviero Dinelli per telefono, non è facile a causa delle banalità degli sceneggiatori americani, quindi dare dell'incompetente a un adattatore in maniera più o meno diretta non mi sembra corretto, anche se è vero che alcuni si prendono troppe libertà di traduzione, e poi denota una conoscenza del doppiaggio un po' troppo stereotipata.

Altre cose che non mi sono piaciute della recensione a "Van Helsing" sono lo spoiler sul personaggio della Beckinsale e di Giuppy e la frase "ridateci Christopher Lee". Con tutto il rispetto per Lee, che è indubbiamente un grande attorw, ma i suoi film - per quanto siano belli - appartengono a un'epoca troppo lontana e a mio avviso lui è troppo vecchio per fare ancora Dracula.

Per quanto riguarda la qualità del film ci si confronta questo weekend. ;)

A presto,

Marco

Posted by: Marco at 06.05.04 11:06

Bravissima *kiky* dovresti proprio specializzarti in queste cose,chessó apri un sito tuo,scrivi a qualche rivista del settore,sei veramente brava...
Cavolo,anche io ho un blog e provo imbarazzo -_-


PS: sono il Berto1412 di Nextgame,che lo sforzo sia con te. ^_^

Posted by: Berto1412 at 06.05.04 12:30

"imparagonabili, un po' come il volume 1 e 2" - non sono molto d'accordo - però è bello rivedere PF ogni tanto eh? bel post, comunque - ciao ciao

Posted by: kekkoz at 07.05.04 18:03

A PROPOSITO DI DOPPIAGGIO...

Non è un problema di banalità dei doppiatori americani, è proprio la lingua che è limitata. Quando si torna da un lungo viaggio negli States, la prima cosa che si nota in maniera estasiata tornati in Italia è la varietà della nostra lingua e dei nostri modi di esprimerci. Reduce da un mondo di "UP and DOWN" tutto ti sembra geniale e creativo. Soprattutto in Italia. L'errore degli adattatori italiani si manifesta quando cercano di assecondare la lingua originale, con risultati deprimenti. Il classico esempio è il "FUCK" che gli americani usano a dismisura. Adattato nell'improbabile "FOTTITI" italiano (quante volte ci è capitato...) restituisce uno slang che non si parla in nessun luogo del pianeta. Ma solo dai doppiaggisti. Ecco l'errore.

P.S. per chi mi ha ospitato: ti aggiungo ai miei preferiti del mio neonato blog (http://filmaker.splinder.it), che vorrei tutti a tema. Se vuoi puoi fare altrettanto. Un abbraccio e complimenti.

Denis

Posted by: Filmaker at 08.05.04 06:50

Bellissimo post, lo leggo solo ora. Complimenti. Non sei caduta nella "trappola" del confronto per forza e hai perfettamente descritto il cuore dei due film in poche parole.

Noto anche una specie di diatriba sul doppiaggio tra i commenti: argomento interessante, ma non ho voglia di infognarmi su una discussione glottologica-artistica :-P

Posted by: Manuele at 12.05.04 03:57

Giusto per chiarire... so perfettamente chi ha doppiato il film, la frase era ironica (per chi non è in grado di capirlo in maniera autonoma). Spero che tu abbia visto il film per capire che il doppiaggio non era terribile per la banalità del dialogo (problema legato alla sceneggiatura), ma per l'interpretazione dello stesso.
Per il resto ognuno è libero di pensarla come credo (sullo spoiler hai ragione, ma francamente non è certo un film da suspence).
Un saluto

Posted by: Valerio Salvi at 02.06.04 01:13
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