Uno dei film più aberranti mai concepiti e prodotti da una mente umana.
Ancora peggio di Terminator 3.
Ancora peggio de La leggenda degli uomini straordinari.
Ancora peggio di Underworld.
Ebbene sì, ci sono riusciti. Anzi, ci è riuscito.
Bille Woodruff, pseudo-regista di videoclip che ha miseramente cercato con questo film l'esordio nei lungometraggi. E' facile prevedere che non ci sarà carriera più breve della sua nel mondo del cinema - e meno male.
Il premio per "l'aspetto meno riuscito in un film" comunque va senza ombra di dubbio ai dialoghi. Insulsi, banali, prevedibili come l'afa milanese e l'esodo estivo del primo di agosto: un concentrato di buonismo e stereotipi sul mondo blèck, delle ghèng, i rèp e i bambinètt che devono uscire dalla strada perchè è un brutto posto anche se fa tanto fighi.
E poi c'è lei. La super-gnocca-perfetta-angelica-mielosa-altruistica-talentuosa-amata Jessica Alba che incontra il perfetto-saggio-muscolosissimo-dolcissimo-bellissimo-
altissimo-levissimo Mekhi Phifer che racconta la struggente storia sua e del parrucchiere che lo levò dalla strada dandogli una scopa in mano.
Ma poi c'è il cattivo-opportunista-sfruttatore-mailalone-ingratone di Joy Bryant (alias il produttore) che porta al successo la santa samaritana Jessica per poi cacciarla via quando scopre finalmente che non ha intenzione di dargliela.
Insomma, dopo soli cinque minuti il film provoca una forte reazione allergica al glucosio e ai suoi derivati.
Sprecherei due parole anche sulle coreografie, ma dopo aver visto La Sant'Alba che guardando delle bambine saltare la corda e degli omoni giocare a basket partorisce in quattro e quattr'otto una super-mega-sorridente-coreografia ho deciso di lasciar perdere.
Ci sarà qualcuno in grado di fare peggio? Ai posteri l'ardua sentenza.


