Spesso nella vita capita di incontrare film di rara bruttezza, ma ogni volta è come se fosse la prima volta e si rimane increduli davanti a cotanta oscenità.
Con Honey pensavo che fosse stato toccato il fondo, ma mi sbagliavo. In agguato dietro l'angolo, al limite del trash, c'era ancora un film che bramava di mostrarsi al pubblico per non smentire le capacità umane innate di partorire schifezze con l'ausilio di una semplice telecamera.
50 volte il primo bacio è una commedia-trash.sentimentale. L'idea ormai ben poco originale della perdita della memoria a breve termine è di base comunque buona, peccato per tutta la storia dietro. O meglio, peccato per le battute.
Battute da far accapponare la pelle, contornate da scenette tristissime con trichechi che fanno menagè a trois, vomitano l'inverosimile e rispondono alle domande; personaggi che fanno simpaticissime gag nei momenti più impensabili; una donna-uomo di cui non si capisce l'utilità e pinguini più furbi dei protagonisti.
Credo che non sia umanamente possibile spiegare il brivido raccapricciante che si ha sentendole, ma non lo augurerei comunque a nessuno.
Dopo un primo tempo da brivido bisogna ammettere che il film si rialza un po' dalla palude in cui stava sguazzando proponendo tematiche un pelo più serie, riuscendo anche a commuovere.
Ma sul piatto della bilancia purtroppo è il trash a vincere e ad affondare del tutto il film, senza contare la pessima regia. Peccato.


