[*SOLO PER CHI HA GIA' VISTO IL FILM*]
Alzi la mano chi non ha mai desiderato almeno una volta nella vita di cancellare dalla propria vita qualcuno o qualche evento poco piacevole.
Kaufman gioca su questo perverso desiderio della mente umana che vuole perennemente sfuggire dalla sofferenza per creare una sceneggiatura, con la regia di Michel Gondry, da lasciare senza fiato.
Un viaggio nella memoria e nel'inconscio alla ricerca del vero significato che hanno i ricordi per l'essere umano. Cosa saremmo senza i nostri ricordi? E Joel se ne rendo conto quando è ormai troppo tardi, quando il processo di formattazione della partizione Clementine è già stato avviato, un processo che non si riesce a fermare neanche davanti all'insensibilità dei loro creatori. E così inizia la sua tortura, il vedere cancellati uno per uno dei pezzi importanti della sua vita, dei momenti magici, degli istanti unici che non rivivrà mai più e in cui, fino a qualche momento prima, poteva trovare una caldo rifugio. E la telecamera lo accompagna frenetica, mentre cerca un ricordo lontano per nascondersi dall'enorme gomma che lo insegue, ma senza successo. Il film è conturbante, non si può non immedesimarsi nell'angoscia dell'uomo che si vede portar via tutti i propri ricordi per sempre, per ritrovarsi infine svuotato di ogni contenuto affettivo. E' inutile scappare al dolore, e tanto meno ai ricordi, in quanto delle situazioni che cerchiamo di cancellare, rimane comunque una traccia indelebile, che rappresenta la nostra personalità e che ci porterà intevitabilmente a ripercorrere determinati percorsi piuttosto che altri (come dimostra anche la storia di Kristen Dunst).
L'atmosfera creata dal regista, dalle luci, dalla colonna sonora e sopratutto dal montaggio si adatta perfettamente con lo stile particolare dei temi di Kaufman, e i due attori rendono perfettamente nei loro ruoli, riuscendo a stupire fino alla fine.
Un film da vedere, uno di quelli che ti lasciano qualcosa nel profondo e che ogni tanto, anche a distanza di mesi, tornano a bussare alla tua finestra per far vedere che sono ancora lì.


