DIARIO DI VIAGGIO

NORVEGIA 2004

 

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27 luglio - Arrivo a Oslo

 

Alle 18.20 i volo KLM da Amsterdam atterra all'aeroporto di Oslo in perfetto orario.

Ritirati i bagagli ci dirigiamo alla EuropeCar per ritirare la macchina prenotata dall'Italia (categoria Ford Focus 1.6).

Prima sorpresa del viaggio: mostro alla ragazza la mia patente, lei la guarda 10 secondi e me la restituisce "You're too youg to drive". La guardo stralunata e le dico che ho 21 anni e la patente da 3 anni, ma lei risponde senza fare una piega che è necessario avere almeno 23 anni.

Mestamente ci dirigiamo alla macchina e, prima di trovarla, mi cade l'occhio sulla chiave...subito riconosco la temutissima "Intelligent Key" della Nissan, la stessa della mia Micra. Caccio un urlo di terrore stile Munch che si rivelerà fondato una volta raggiunta la macchina. Nissan Almera 1.6.

I possessori della nuova Micra possono capire il mio panico. Proviamo ad aprire il bagagliaio: niente pulsanti, schiacciamo tutti i tasti sulla chiave, ne cerchiamo altri all'interno ma nulla. Ad un tratto l'incoscienza: schiacciando due volte il pulsante di sblocco dell'antifurto a mo' di doppio click, sentiamo qualcosa che si muove...il bagagliaio si apre e le portiere anche!

Incoraggiati da questa scoperta saliamo in macchina e l'accendiamo. In meno di un nanosecondo una sorta di tifone tropicale proveniente dalle parti del cruscotto si abbatte su di noi. Senza farci inibire dalla tempesta del condizionatore (e ormai gasati dalla scoperta del funzionamento dell'intelligent key) cerchiamo con superiorità il pulsantino per regolare e spegnere il condizionatore. Dopo 20 estenuanti minuti di smanettamento continuo sul computer di bordo (l'intero viaggio dall'aeroporto a Oslo) decidiamo di arrenderci e ci rassegniamo a passare 17 giorni con il condizionatore al comando della macchina.

Arrivati all'albergo (praticamente in centro) scarichiamo le valigie, troviamo un posto per mangiare e decidiamo cosa fare l'indomani.

 

 

28 luglio - Oslo--> Eidfjord [sole]

 

Sveglia alle 8, ci vestiamo, andiamo a fare colazione e iniziamo a prendere confidenza con le abitudini mattutine norvegesi. Marmellate di ogni tipo, uova alla coke o sode,  strapazzate, bacon, toast, formaggio, prosciutto, pomodori e altre cibarie che normalmente consumiamo a pranzo. C'è di buono che così abbiamo più energia durante la giornata e possiamo pranzare leggeri sul tardi.

Finita la colazione (dove ho assaggiato il mio primo e ultimo espresso norvegese), ci mettiamo in viaggio prendendo la E18 in direzione Drammen per poi seguire E134 verso Kongsberg. In questo breve tragitto iniziamo a prendere confidenza con le strade norvegesi: sempre a una corsia per senso di marcia, numerosi e infiniti restringimenti di carreggiata, limiti rigorosamente non sopra i 60, 70, massimo 80 (e a volte addirittura 90) km all'ora, simpaticissimi cartelli Automatik TraficKontrol con al seguito, negli angoli più inaspettati della strada dei bei semaforoni pronti a coglierti in fallo e per finire incoraggianti nonchè affascinanti segni di frenata pesante ogni 10 metri.

Il tutto condito da numerose api che entrano al volo mentre guidi.

 

Arrivati a Konsgberg parcheggiamo e cerchiamo la Kirke (chiesa) barocca più grande della Norvegia. Nel tragitto prendo la mia Canon Eos 300d, l'accendo e l'occhio mi cade sul segno della batteria: "oh, è quasi scarica!" esclamo. Subito realizzo di aver tragicamente dimenticato il carica batterie a Milano. La domanda sorge spontanea: come si fa ad essere così da imbecilli da dimenticare a MILANO il caricabatteria di una digitale??

Dopo numerosi sbraitamenti visitiamo la chiesa e subito ci mettiamo alla ricerca di una negozio di fotografia per cercare qualcosa che lo possa rimpiazzare.

Dopo un'ora di continua ricerca sono oramai rassegnata, ma fortunatamente nell'ultimo negozio del paese trovo un caricatore universale per le batterie al lythium.

Con l'animo e il sistema nervoso in pace risaliamo in macchina, seguiamo la RV40 fino a Gelio, dove pranziamo con una baguette e dello speck e salame comprati al supermercato.

Poco dopo seguiamo la RV7 e ci fermiamo ad ammirare le meravigliose cascate di Voringsfossen. Nella strada non possiamo fare a meno di notare l'incredibile quantità di pecore che pascolano sul ciglio e in mezzo alla strada come se nulla fosse. La cosa più esilarante è stato l'incontrare un gruppo di capre (almeno una trentina), che molto intelligentemente si erano accasciate sotto la rinfrescante ombra di una galleria, intralciando così un'intera corsia di marcia e senza alcuna intenzione di spostarsi dal loro angolino.

Infine, sempre seguendo la stessa strada ci fermiamo a Eidfjord per la notte, in un bell'albergo con una vista stupenda sul fiordo Hardangerfjorden.

 

 

 

29 luglio - Eidfjord --> Bergen [sole]

 

Sveglia sempre alle 8, colazione e ci immettiamo sulla RV13 verso Odda per arrivare alle LatenFossen, due bellissimi salti d'acqua gemelli sulla strada.

Proseguiamo poi per Utne, dove prendiamo il primo di tredici traghetti verso Kvandal.  Facciamo un pezzo della panoramica RV7 sul ciglio del fiordo, tra foreste e mare, mangiamo qualcosa a Norheimsund e proseguiamo fino a Bergen, dove arriviamo nel primo pomeriggio, non senza un momento di panico all'entrata nella città. Seguendo i cartelli per il centro improvvisamente ci troviamo davanti a una specie di Telepass senza possibilità di alternativa con numerosi cartelli con scritto "Don't Stop!". Non potendo fare retromarcia e non sapendo che fare andiamo avanti e passiamo sotto la maledetta telecamera, dalla quale sicuramente ci arriverà una multa.

Molto probabilmente abbiamo perso il cartello che indicava qualche chilometri prima il pagamento Manuell(manuale).

Entrati in Bergen ci rendiamo conto che probabilmente i norvegesi posseggono già macchine capaci di rimpicciolirsi a grandezza MicoMachines da tenere nel taschino, dato che dopo un quarto d'ora non abbiamo visto una che sia una macchina parcheggiata e di conseguenza non siamo riusciti a trovare un parcheggio.

Finalmente ne troviamo uno (naturalmente a pagamento), ma non facciamo in tempo a scendere dalla macchina che una signora ci viene incontro terrorizzandoci sul fatto che quel lato della strada è per i residenti e che se non togliamo immediatamente la macchina nel giro di cinque minuti sarebbe arrivato il carro attrezzi a portarcela via. Impauriti dall'apprensione della signora (probabilmente aveva sperimentato su se stessa) ci spostiamo e aspettiamo che qualcuno liberi un posto. Raggiunto lo scopo andiamo all'ufficio turistico per trovare un alloggio. Dato che quelli più economici sono solo fuori città ci ritroviamo in un alberghetto accogliente in cima ad una salitona.

Finite le formalità torniamo nel centro e visitiamo un po' Bergen, i negozi, il mercato del pesce sul porto, e le viette (stile Montmartre) per raggiungere la funicolare panoramica. Naturalmente, avendo lasciato la macchina fotografica a casa, lo spettacolo era bellissimo e c'era anche un troll enorme nel mezzo del giardino.

Rimaniamo a contemplare il panorama un'oretta e riscendiamo verso le 10, con il sole ancora alto.

 

 

 

30 luglio - Bergen --> Loen [sole]

 

Solita sveglia mattutina e scendiamo a far colazione. Tommy prende da un vassoio del buffet un tubetto bianco e con aria interrogativa me lo mostra. Io, ingenuamente, associo il bianco al latte e gli dico che con buone probabilità sarà latte condensato. Compiaciuto dalla mia risposta lo apre e lo assaggia. Immediatamente un'espressione schifata nasce dal suo volto, mista a delusione e vomito. Era tonno in tubetto.

Imboccata la E16 a Voss prendiamo la RV13 verso Vangsnes dove prendiamo il secondo traghetto che ci porta a Hella.

Da qui la RV55 in direzione Sogndall per poi salire dalla E39 alla RV60 fino a Olden. Qui prendiamo una piccola strada di 20 km che ci porta alle pendici del JostedalsBreen, precisamente nei pressi della lingua di ghiaccio di Briksdalsbreen. Parcheggiamo e seguiamo la passeggiata non poco faticosa di 45 minuti verso la base del ghiacciaio. Il paesaggio è spettacolare e una volta arrivati alla base della lingua di ghiaccio l'emozione è fortissima.

La ammiriamo da tutte le angolazioni e riempiamo anche la bottiglietta direttamente dal ghiacciaio.

Mentre ci decidiamo a tornare indietro vediamo arrivare dal sentiero un allegro trio: padre e i due figlioletti di circa 10 anni, probabilmente tedeschi. Appena arrivano alla distanza minima dal ghiacciaio i due simpatici bambinetti iniziano una costruttiva attività : tirare calci e picconate alla lingua di ghiaccio con tutta la forza possibile. Il tutto davanti agli occhi orgogliosi del padre nonchè  all'enorme ed evidente cartello che sconsiglia vivamente di fare stronzate simili se non si vuole finire con la testa simpaticamente spiattellata da un enorme pezzo di grandine direttamente dalla lingua di ghiaccio. Provo a dire qualcosa al padre, ma quello mi guarda con faccia da ebete, annuisce e riposa come se nulla fosse il suo sguardo da padre realizzato sui gesti aggressivi dei due figlioletti.

Tornati alla macchina cerchiamo posto a Olden, ma non trovandolo ci sistemiamo a Loen, un paesello lì vicino.

 

 

 

31 luglio - Loen --> Kristiansund [sole]

 

Dalla RV60 ariviamo a  Hellesylt per prendere il terzo traghetto che ci regala una bella crociera sul contorto Geirangerfjiord, lungo 20 km, corredato di fattorie a picco sul mare e cascate dai nomi particolari. Scesi dal traghetto  prendiamo la altrettanto contorta strada delle aquile (11 tornanti mozzafiato affacciati sul fiordo) e arriviamo a Eidsdalen dove prendiamo il quarto traghetto per Linge. Sulla RV63 veniamo bloccati per una mezzoretta da una gara di velocità sui rollerblade; una volta ripartiti entriamo nella Valldalen e ci fermiamo in una delle innumerevoli postazioni di vendita delle fragole, essendo appunto questa, la settimana del festival delle fragole (precisamente l’ultimo weekend di luglio).

Dopo una bella scorpacciata arriviamo alla spettacolare Trollstigen, la strada dei troll: 11 tornanti, pendenza preoccupante e larghezza pure. Arrivati a valle ci fermiamo per fotografare il bellissimo cartello stradale che indica "Attenzione, attraversamento Troll".

Passando da Andalsnes, sulla Rv64 prendiamo il quinto traghetto che ci porta da Afares a Solsneet e proseguendo sempre sulla Rv64, seguiamo la Atlanterhavsveien, strada composta da 8 ponti che uniscono Vevang all'isola di Averoya e collegano 17 isole. In mezzo ci fermiamo e facciamo un giretto sugli scogli per vedere il panorama.

Infine, prendiamo il sesto traghetto (e l'ultimo della giornata) e da Bremnes arriviamo a Kristiansund.

 

 

 

1 Agosto - Kristiansund --> Namsos [sole]

 

Presa la E39 prendiamo il traghetto numero 7 e arriamo a Trondheim, dove visitiamo la città, il ponte vecchio e la fortezza in cima alla collinetta.

Qui abbiamo la malaugurata idea di provare a mangiare dal famoso Peppe's Pizza, i cui piatti sanno di tutto tranne che di pizza.

Dopo aver passato il pomeriggio nella città, prendiamo la E6, scendiamo verso Steinkjer e dalla Rv17 arriviamo a Namsos, dove alloggiamo in una bellissima stanza, ma altrettanto costosa.

 

 

 

 

 

2 Agosto - Namsos --> Mo i Rana [sole]

 

Dalla RV17 ottavo traghetto da Sostad a Vennesund ed entriamo così nel Nordland seguendo la Kystriksvein, la strada costiera.

Arrivamo a Bronnoysund e ci spostiamo subito sull'isola di Torget, dove sorge la caratteristica montagna di Torghatten, il cui picco è forato da un buco che misura 160 metri di larghezza 35 di altezza e 20 di ampiezza! Si arriva dentro il particolare buco dopo una ventina di minuti di cammino dalla base della montagna, arrampicandosi su per le rocce, ma lo spettacolo è garantito. La casualità della vita vuole che una volta arrivati davanti al panorama (vedi foto a lato), le uniche altre due persone che ci raggiungono sono un’altra coppietta italiana di Voghera, che ci illumineranno sul fatto che per tornare a Oslo è molto più veloce scendere dalla Finlandia e la Svezia.

Dopo questa faticosa escursione, prendiamo il traghetto numero nove e poco dopo anche il decimo che ci porta a Tjotta da dove si può ammirare il massiccio Svy Sostre. Seguendo sempre la Rv 17  prendiamo l'undicesimo traghetto da Levang a Nesna e imboccata la Rv12 arriviamo per cena a Mo i Rana.

Mangiamo in un ottimo ristorante (da Abelone, Ole Tobias Olsens gata 6)  dove la gentilissima cameriera ha risposto ad alcune nostre curiosità. Ad esempio da Mo i Rana in su, durante l’estate la notte vera e propria non arriva mai, soltanto verso l’una compare qualche stella, ma dura per poco. Dopo cena  andiamo a giocare a Bowling in un locale lì a fianco, dove ci siamo solo io e Tommy. Il proprietario davvero cordiale, ha tenuto aperto apposta per noi e ci ha dato anche un po' di dritte per tirare al meglio.

Da qui in avanti diciamo addio alla notte vera per una settimana intera.

 

3 Agosto - Mo i Rana --> Mosknes (isole Lofoten)

 

 

Sveglia alla mattina presto, per le 10 siamo davanti all'entrata della Golingrotta, a nord-ovest di Mo i Rana. Abbiamo scelto questa grotta perchè il volantino recitava "Una gita divertente adatta a tutta la famiglia nell'unica grotta illuminata della scandinavia!". Probabilmente i norvegesi hanno una strana concezione dell'”adatta a tutta la famiglia”. Credo di aver rischiato di scivolare e ammazzarmi almeno una ventina di volte!! All'interno della grotta c'erano 6 umidi gradi, l'acqua che colava dal soffitto e il corrimano (quando c'era) tutto bagnato e fangoso (per la gioia della mia macchina fotografica).

A parte questo la grotta era bellissima con un fiume interno e un enorme masso di granito che non si sa come sia potuto finire lì dentro.

Risaliti in macchina dopo il pazzesco salto di temperatura usciti dalla grotta (da 6 a 27 gradi in mezzo secondo)e un'estenuante salita, raggiungiamo finalmente il primo traguardo: il circolo polare artico. Dopo non aver saputo resistere alla tentazione di comprare duemila souvenir al negozio tatticamente piazzato lì a fianco, andiamo ad aggiungere la nostra collonnina di pietre alle altre nelle vallata circostante.

Iniziamo ad accorgerci di come il paesaggio stia cambiando e di come, stranamente, la temperatura sia aumentata di 5 gradi.

Riprendiamo la E6 a arriviamo per pranzo a Bodo (dove c'erano la bellezza di 30 gradi...), di cui visitiamo il centro e verso le 6 prendiamo il traghetto che in quattro ore ci porterà alle stupende isole Lofoten.

Sbarcati verso le 9 e mezza a Mosknes, con il sole alto nel cielo, troviamo alloggio in un caratteristico Sjohus. La ragazza ci propone sue stanze: una piccina ma accogliente, l’altra più grande e molto più luminosa. All’aggettivo “luminosa”, la nostra mente fugge verso il ricordo malinconico della bella notte stellata, e così decidiamo di optare per la camera più piccola e buia (nonché più economica). Subito dopo corriamo dal benzinaio e prendiamo una specie di Quattro salti in padella made in Norway che, fortunatamente, non hanno deluso.

 

 

4 Agosto - Moskenes --> Henningsvaer (isole Lofoten) [sole]

 

Dopo esserci svegliati con calma prendiamo la macchina e in cinque minuti siamo nella bella Reine. Avendo perso il traghetto della gita panoramica, ci avventuriamo sugli scogli fin dove ci è concesso, ma la nostra escursione viene bruscamente interrotta da un gabbiano-da-guardia. L’esperienza è stata pazzesca: ogni qualvolta provavamo ad avvicinarci ad un'immaginaria linea nel suo cervello, questo arrivava in picchiata gracchiando e sfiornadoci la testa con il becco e le zampe! Abbiamo provato più di una volta a proseguire, ma il gabbiano ha smorzato ogni nostro entusiasmo, e così, dopo aver bruscamente interrotto la nostra escursione per cause di forza maggiore, ci dirigiamo verso Ramberg, sulla costa occidentale delle isole che ci regala delle bellissime spiagge di sabbia bianca dove decidiamo di collassare per un paio di ore sotto il sole. Se non fosse stato per la temperatura dell'acqua - a dir poco gelida - avrei creduto di essere ai Caraibi.

Dopo la fase collasso, ci dirigiamo verso Unstad, dove facciamo una bella passeggiatina di venti minuti e ci sediamo ad ammirare il panorama dalla scogliera.

Troviamo infine alloggio a Henningsvaer, dove un folle pescatore ci lascia tutta la sua casa sul molo (una Rorbu), due piani, con salone, bagno, cucina, e 6 letti per sole 500 corone! La fortuna è derivata dal fatto che non è arrivato nessun altro inquilino per cui ci siamo goduti la villetta tutta per noi!

 

 

 

5 Agosto - Henningsvaer-->Tromso [sole]

 

Dopo una bella colazione fatta in casa con uova e bacon, cerchiamo il simpatico pescatore per dargli i soldi, dopo mezz'ora di ricerche ci arrendiamo, e così gli lasciamo i soldi dentro casa, sperando che li abbia trovati! (in Italia la sua attività non avrebbe avuto vita lunga...)

Seguendo la E10 prendiamo il traghetto numero 14 per Fiskebul, passando Melbu poi prendiamo la Rv825, la E6 e infine la E8 per arrivare a Tromso, dove mangiamo nel Burger King più boreale, giochiamo a un'improvvisata dama in un pub del centro con i pedoni degli scacchi e riusciamo a prendere la multa per sosta vietata più settentrionale della nostra vita, per una bellezza di 500 corone. Veniamo consolati dal fatto che una volta arrivati alla macchina, troviamo un altro gruppetto di italiani (i secondi che troviamo nel viaggio) anche loro alle prese con questa multa…w l’italie!

Durante la giornata, nella strada per Tromso vediamo finalmente le prime renne. Bellissime :)

 

 

 

6 agosto - Tromso ---> Alta [variabile]

 

Appena svegli cerchiamo informazioni per pagare la multa. Chiediamo al Tourist Office ma non ci sa dire nulla, chiediamo alla gente per strada, in altri 3 o 4 quattro negozi ma nessuno aveva la più pallida idea di come si paghi una multa. Sconvolti dal fatto che nessun abitante di Tromso abbia mai preso una multa (evidentemente le prendono solo i turisti…probabilmente solo gli italiani :D) decidiamo di pagarla in qualche modo a Oslo e ci dirigiamo verso il museo Polaria, dove vediamo un bel filmato sulle isole Svalbard e ammiriamo quattro bellissime foche barbate giocherellare nell'acqua.

Ritornati sulla E6 arriviamo ad Alta dove alloggiamo nel posto più economico del viaggio: un'accogliente e spaziosa stanza di una casa privata con bagno e cucinino per sole 300 corone!

Andiamo al supermercato e ci compriamo finalmente della pasta Buitoni, del pesto genovese originale e ci facciamo praticamente mezzo chilo di pasta in due.

La sera decidiamo di andare al cinema a vedere I robot (non male, fatto bene e d'intrattenimento, che in Italia uscirà ad ottobre) nel probabile cinema più boreale del mondo.

 

 

 

7 agosto - Alta --> Nordkapp [nuvoloso]

 

Sveglia tranquilli alle 11, colazione con pane e Nugatti (la nutella norvegese) e andiamo a visitare il famoso museo di Alta, che contiene incisioni rupestri che fanno parte del patrimonio mondiale dell'Unesco. Facciamo un giretto in centro e ci dirigiamo verso Norkapp sulla E6 e la E69.

Il paesaggio è decisamente cambiato, così pure le strade: nell'entroterra, dirittissime  e immerse in un deserto nordico pieno di pascoli di renne. Il tempo è brutto, e una volta arrivati sulla strada costiera entriamo in un cumulo di nuvole basse che non ci permette di vedere a più di 10 metri di distanza. In mezzo alla perturbazione arriviamo a Nordkapp dopo aver pagato il tunnel sotterraneo e, con nostro disappunto, anche l'entrata alla scogliera per ben 190 corone a cranio. Abbastanza incupiti, ci dirigiamo a naso verso il monumento del globo, che a causa del maltempo troviamo quando praticamente ci sbattiamo contro. A guardare giù dalla scogliera vediamo il nulla, fortunatamente il filmato che proiettavano all'interno del centro commerciale messo lì, ci svela il paesaggio circostante.

Insomma, appena raggiunta la meta finale, dopo 3700 chilometri di macchina, arrivano credo due o tre pullman pieni di italiani (praticamente tutti quelli che non abbiamo incontrato nel resto del viaggio li abbiamo trovati qui) che, con spirito patriottico, si mettono a intonare un bel Io vagabondo sotto il globo e dopodiché prendono d’assalto il monumento del globo con macchine fotografiche e telecamere (quelli dietro di noi nella foto, sono tutti italiani :P) .

Dopo un giretto nel negozio, dove ho preso il certificato di passaggio da Nordkapp, scendiamo a Honningsvar per la sera.

 

 

 

8 agosto – Honningsvar à Lulea [variabile]

 

Da qui inizia il faticoso ritorno verso Oslo. Decidiamo di tagliare per la Finlandia (che scopriamo avere un fuso orario diverso) e la Svezia, dato che strade sono molto più ampie e scorrevoli.

 Da Alta, prendiamo la RV93, passiamo da Katokino e proseguiamo sul confine finlandese (dovo scopro che Napapiri vuol dire circolo polare artico…) sulla E8 fino a Haparanda sulla costa svedese, da qui scendiamo con la E4 fino a Lulea, per la bellezza di 900 chilometri in un giorno solo.

 

 

 

9 agosto - Lulea-->Gavle [sole]

 

Prosegue la discesa lungo la costa svedese e ci fermiamo a Gavle per la notte. Niente di particolare, solo noia della guida.

 

 

 

 

 

10 agosto - Gavle-->Stoccolma [sole]

 

Sempre seguendo la E4 facciamo una sosta per pranzo a Uppsala per trovare la mia migliore amica che è lì per l'erasmus. La città è molto carina e accogliente, ed è anche in una buona posizione (è in linea con Oslo e a soli 60 km da Stoccolma).

Nel pomeriggio andiamo a visitare Stoccolma: bellissima città anche se abbiamo incontrato gente strana e molti già brilli nel pomeriggio. In generale la gente è molto diversa dai norvegesi che sono tutti molto tranquilli e posati.

Dopo aver cercato invano di veder qualcosa, non avendo una guida della città ed essendo anche abbastanza stanchi, ci buttiamo nello shopping assiduo nella via principale de centro.

Verso cena riprendiamo l'autostrada e ci fermiamo nel primo alberghetto sulla strada.

 

 

 

11 agosto - Stoccolma --> Oslo [sole]

 

E20 ed E 18 e nel primo pomeriggio siamo a Oslo. Svuotiamo la nostra oramai affezionata macchina e la riportiamo alla sede della EuropeCar, non prima di essere andati a pagare la multa alle poste di Oslo. Chilometraggio finale: 6140 km.

  Facciamo un giro per il centro e la sera andiamo al cinema a vedere Spiderman 2: spettacolo!

Grande stupore appena usciti dal cinema, verso le 11 e mezza: mi guardo in giro stranita e poi capisco: cavolo, la notte! C’è il buio e le stelle! E’ stato bellissimo rivederla :).

 

 

 

12 agosto Oslo [sole]

 

Dormiamo fino a tardi e nel pomeriggio andiamo a visitare il museo nazionale, dove oltre a moltissimi pittori scandinavi, abbiamo la  possibilità di ammirare il famoso Urlo di Munch e altre sue opere come Pubertà.

Completamente stravolti, la giornata prosgue nello sciallo, facciamo la valigia e andiamo a nanna

 

 

 

13 agosto - Oslo-->Milano

 

La mattina ci svegliamo e alle 9 siamo in aeroporto, scalo ad Amsterdam e fine del viaggio arrivati a Cadorna con il Malpensa express.

 

 

Totale

 

Giorni: 18 (27 luglio – 13 agosto)

Oslo-Nordkapp: 3170 km

Finale: 6140 km

Costo noleggio auto: 7125 kr per 15 giorni

Traghetti (14): parecchio, da 80 a 180 kr per ogni traghetto

Pedaggi: sparsi

Pernottamenti: quasi sempre in albergo (prezzi che oscillano da 750 a 890 kr), sistemazioni più economiche alle Lofoten (Roburu e Sjohus) e presso le camere dei privati (ad Alta per una notte –camera con bagno e cucina -solo 150kr a testa)

Cibo: a pranzo pane e prosciutto del supermercato e a cena o fast food oppure ristoranti (da 120 a 250 kr)

Meteo: 15 giorni di sole su 18



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